Il CrossFit è un regime di fitness sviluppato da Greg Glassman nell’arco di diversi decenni.
E’ una disciplina basata su svariati movimenti funzionali eseguiti alta intensità. Gli allenamenti rielaborano le dinamiche di varie pratiche sportive come ginnastica, sollevamento pesi, corsa e altri.
Gli esercizi comprendono movimenti composti e specifici che coinvolgono tutti i gruppi muscolari e le articolazioni.
Le caratteristiche di questa specialità sono fondamentalmente il carico, la velocità e la distanza, tutti elementi che interagiscono per il raggiungimento della massima potenza, resistenza cardiovascolare e respiratoria, flessibilità, coordinazione equilibrio e miglioramento dei processi metabolici.
L’esigenza degli atleti di Crossfit è quella di migliorare sia lo sviluppo della potenza muscolare che la risposta neuroendocrina. Tali obiettivi possono esser raggiunti solo attraverso un corretto approccio dei training e della nutrizione.

I punti cardine di tale disciplina si basano su:
– Alimentazione e programma nutrizionale adeguato
– Allenamenti metabolici aerobici e anaerobici
– Variabilità dei programmi: intensità e carico di lavoro

La nutrizione nel crossfit

E’ nota l’importanza dell’assunzione di proteine ​​e carboidrati dopo un allenamento per aumentare la FFM massa magra, la BCM Massa cellulare metabolicamente attiva e ricostituire le scorte di glicogeno (Borsheim et al 2004a.; Kerksick et al. 2008; Campbell et al. 2007; Tremblay et al. 1994; Tarnopolsky et al. 1997).

E’ stato dimostrato che l’assunzione di carboidrati e proteine post-esercizio aiutano a diminuire il catabolismo proteico muscolare (Borsheim et al. 2004b) e favoriscono un aumento della sintesi proteica (Tang et al. 2007) che aiuta ad Incrementare la FFM ed in particolar modo la BCM.
L’aumento di glicogeno (risintesi) avviene quando proteine ​​e carboidrati sono assunti immediatamente post-allenamento (Ivy et al. 2002), questo favorirebbe anche l’aumento della sintesi proteica muscolare e la riparazione del tessuto muscolare danneggiato (Ivy 2001).

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Tale combinazione può avere un impatto positivo sulle prestazioni di un atleta e sulla sua composizione corporea.

La riduzione di ATP durante l’eccessiva contrazione muscolare compromette il normale movimento di sodio, potassio e ione calcio attraverso la membrana cellulare sottraendo ioni di Na + / K + ATPasi etc.
Le perdite di ioni attraverso le membrane cellulari possono essere causate dal danneggiamento e dallo stress delle strutture dei miociti. La fuoriuscita del potassio dai muscoli scheletrici può anche influenzare negativamente la funzione cardiaca.

Nel crossfit è necessario modulare l’intensità dei workout in maniera progressiva consentendo all’organismo di adattarsi in modo sicuro agli allenamenti riducendo nel contempo il rischio di Overtraining condizione che può diventare estremamente dannosa per l’atleta.

L’overtraining è una condizione causata da un lavoro muscolare eccessivo e può manifestarsi sia nei soggetti non allenati che allenati.  Tra le possibili conseguenze si evidenzia l’esaurimento di ATP e la riduzione della massa cellulare BCM  e muscolare. Tali fattori possono causare la migrazione delle proteine muscolari scheletriche verso i fluidi extracellulari causando di conseguenza un sovraccarico nell’ECW.

La stima in Kg e % del compartimento cellulare/muscolare BCM consente al professionista di valutare sia le condizioni fisico atletiche del soggetto che il relativo stato nutrizionale. In particolar modo eventuali deplezioni di BCM possono ricondursi spesso a stati di overtrainig e/o overreaching.

Altrettanto significativo è l’aumento o la stabilizzazione della BCM come conseguenza di una corretta programmazione degli allenamenti e di un adeguato apporto nutrizionale.

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Per quanto riguarda l’idratazione la valutazione del solo bilancio idrico (rappresentato dalla quantità di acqua assunta attraverso cibo e bevande e generata dal metabolismo e quella escreta al fine di mantenere la funzionalità organica) non è sufficiente. Un’analisi approfondita dei fluidi necessita di poter valutare anche le singole variazioni dei fluidi Totali, intra ed extracellulari.

Allenamenti intensi e prolungati come quelli del Crossfit se non sostenuti da un adeguato apporto idrico possono condurre l’atleta ad uno stato di disidratazione.

L’analizzatore BIA-Dex® consente di eseguire velocemente un’analisi dei fluidi corporei sia Intra che extracellulari. In particolare quelli extracellulari ECW possono rappresentare un valido biomarker nella valutazione dello stato fisico ed eventuali processi degenerativi. Tale parametro unitamente alla BCM Massa cellulare può essere utilizzato anche come indicatore della “qualità” della FFM Massa magra.

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redazione mascaretti srl facilities – composizione corporea

 

Bibliografia

– Allen E. Killer workouts. CrossFit J. 2005;May:33.
– Boone T. Introduction to Exercise Physiology. Burlington, MA: Jones & Bartlett Learning, 2013.
– Glassman G. CrossFit Induced Rhabdo. CrossFit J. 2005;October:38.
– Khan FY. Rhabdomyolysis: A review of the literature. Neth J Med. 2009
– Mimms vs. Ruthless Training Concepts. Amended Complaint for Personal Injury. 2008.

 

 

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